人口崩潰的真正原因
科學
第1669期,2026年6月12日
人口崩潰的真正原因
約翰·伯恩-默多克,《金融時報》,英國
幾乎所有國家的生育率都在急遽下降,無論其經濟和社會差異如何。但有一個因素或許可以解釋這一趨勢
中國重慶的一對新婚夫婦,2022年10月(Justin Jin,Panos)
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在全球195個國家中,超過三分之二的國家,女性平均生育子女數已降至「替代率」2.1以下,該水準是在沒有移民的情況下維持人口穩定的門檻。在66個國家中,平均數更接近1而非2。在一些國家,女性最常見的子女數是零。
此次衰退的速度和範圍超乎預期。僅僅五年前,聯合國還預測2023年韓國的新生兒數量為35萬。結果預測高了50%:實際數字是23萬。中等和高收入國家應對人口下降已超過半個世紀,但此現象在過去十年中明顯加速。
儘管出生率下降源於多種因素,但對數據的分析——從人口登記到Google搜尋——表明,近期的崩潰與我們如何使用科技有關。
此現象遍及全球。直到不久前,極低且快速下降的生育率還主要是富裕國家的擔憂,但如今發展中國家的生育率已低於遠比它們富裕的國家。2023年,墨西哥的生育率首次降至美國以下。隨後,巴西、突尼西亞、伊朗和斯里蘭卡也出現了同樣的情況。
中等和低收入國家正在變老,但尚未變富。
人口老化會減少勞動力,並拖累生產力和生活水準的成長。日本自1990年代以來的經濟停滯,幾乎完全歸因於出生率下降,導致勞動年齡人口萎縮。退休金和照護公共支出不可避免的增加所引發的稅收壓力,也減少了對基礎設施的投資,進而加劇了衰退感,助長了民粹主義。
「出生率下降是我們這個時代的重大問題」,賓州大學經濟學教授、人口變化後果專家赫蘇斯·費爾南德斯-維拉維德指出。費爾南德斯-維拉維德認為,現代社會幾乎所有問題都源於生育率崩潰。「其他一切皆是其後果」。
不一定要像伊隆·馬斯克那樣,認為生育率下降是「文明面臨的最嚴重風險」,才能意識到此現象正在加劇世界一些主要的社會和經濟問題。
有些人期望人口減少能有助於應對氣候變遷。但最近一項研究發現,在未來幾十年內,較低的生育率對排放的影響至多微乎其微。
生育率崩潰,並非順應人們的意願,而是事與願違。
大多數年輕人仍然表示想要大約兩個孩子,
即使在大多數女性甚至沒有一個孩子的韓國也是如此。
相反,
存在一個「生育鴻溝」,即理想與現實之間的差距,這源於主要與現代生活相關的摩擦和挫折,
例如住房問題,以及日益增加的智慧型手機使用。
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過去幾十年,全球生育率下降是因為夫婦生育的子女數減少了。
如今,主要原因則是伴侶關係減少了。
如果美國的結婚率和同居率在過去十年保持不變,那麼該國目前的生育率將高於十年前。
人口統計學家斯蒂芬·肖進行的一項開創性研究表明,在美國和大部分高收入國家,每位母親的生育子女數穩定甚至增加。鞥但決定成為母親的女性比例在過去15年中顯著下降。
巴西坎皮納斯一家商店中的超擬真娃娃,2025年5月16日(Nelson Almeida,法新社/蓋蒂圖片社)
K型分化
與此趨勢相關的常見刻板印象,包括許多女性將事業置於生育之上,或者許多夫婦雖有經濟能力卻選擇不生育。
但在許多國家,出生率和伴侶關係的下降,在受教育程度較低和收入較低的人群中更為明顯。相反,受過大學教育者選擇同居和生育的比例則穩定甚至上升。家庭組建似乎呈現K型分化,高收入群體向上,低收入群體向下。
富裕國家的政府干預未能阻止這一趨勢。自1980年代以來,已開發國家在家庭津貼、兒童照護和育嬰假方面的實際人均支出增加了兩倍,同時父親參與育兒的比例也穩定增長。然而,出生率依然下降,從每位婦女1.85個孩子降至1.53個。
許多人選擇單身和無子女生活,但數據顯示,儘管有伴侶和生育意願,實際找到伴侶並生育的人數卻在下降。這一趨勢在經濟條件較差的人群中尤為明顯,並伴隨著日益加深的孤獨感和人際關係中的挫折感。在包括美國和英國在內的幾個富裕國家,過去幾十年來,住房問題一直是組建家庭的重大障礙。
根據《金融時報》的一項分析,自1990年代以來出現的出生率下降,多達一半可歸因於自有住房的減少以及與父母同住的年輕成年人的增加。
在類似情況下,缺乏長期住房成為其他長期承諾的障礙。但這並不足以解釋近期更為嚴重的生育率崩潰及其全球性規模。
例如,在北歐國家,儘管經濟穩定,且獨自居住(而非與父母或室友同住)的年輕成年人數量增加,出生率仍然下降。
即使夫婦能負擔得起住房,他們也越來越傾向於分開。在許多國家,開始同居的年輕人分手的可能性比生育孩子更大,這與歷史常態形成了鮮明逆轉。
其他經濟因素似乎並未扮演決定性角色。近期的生育率下降,既發生在受全球金融危機重創的國家,也發生在未受影響的國家;既發生在成長緩慢的西歐,也發生在快速發展的中東和東南亞。
許多人強調年輕成年人的不穩定處境。但即便他們的收入高峰比前幾代人來得晚,整體經濟穩定性也有所下降,這些都是漸進的變化,無法解釋突然的衰退。
另一個可能因素是男女相對地位的變化。如今,女孩上大學的可能性遠高於男孩,未受教育的男性收入通常低於其女性同儕,這改變了與某人組建家庭的決策考量。但這些也是緩慢的變化,且在世界某些地區比其他地區更為明顯。
並行軌跡
與智慧型手機普及前相比的總和生育率變化(聯合國世界人口展望,金融時報)
數位時代的衰退
研究人員對純粹的經濟解釋不太滿意,
開始將矛頭指向一個新的罪魁禍首:
在全世界年輕人中扮演巨大角色的數位設備和平台。
四月,辛辛那提大學的內森·哈德森和埃爾南·莫斯可索-博埃多發表了一項研究,分析了英國和美國4G網路普及情況下的生育率。
在率先獲得行動網路連線的地區,出生率下降得更早、更快。作者認為,
智慧型手機改變了年輕人共度時光的方式,減少了面對面互動,導致生育率急劇下降。
《金融時報》的一項研究在其他國家也發現了相同趨勢。例如,
澳洲、美國和英國的青少年和年輕成年人生育率在2000年代初保持穩定,但從2007年開始迅速下降。
法國和波蘭大約在2009年出現同樣情況,墨西哥、摩洛哥和印尼則從2012年開始。
迦納、奈及利亞和塞內加爾原本穩定的出生率下降,在2013年至2015年間變成了崩潰。
再見了,寶貝
高收入國家女性平均生育子女數(聯合國世界人口展望,金融時報)
在所有這些案例中,轉折點都與智慧型手機在當地市場的大規模普及(以Google搜尋手機應用程式的數據衡量)相吻合。
在一個又一個國家中,無論先前的趨勢如何,出生率都在智慧型手機引入後崩潰。下降在較年輕的年齡組中更為明顯,這反映了智慧型手機的使用情況。
美國聖母大學經濟學教授梅麗莎·科爾尼表示,
「現代數位環境對社會產生了深遠影響,導致戀愛關係減少,這絕對是合理的」。
哈德森和莫斯可索關於面對面互動是關鍵因素的論點,得到了數十個國家證據的支持。
在韓國,年輕成年人之間的面對面社交活動在二十年內減少了一半。
「要遇到你將與之結婚的人,你首先得約會很多人」,
人口統計學家萊曼·斯通指出。
「如果你社交減少,找到伴侶就需要更長時間,前提是你能找到。」
「此外,如果你花大量時間在現實世界社交,你(對潛在伴侶的)期望將基於現實世界」,斯通補充道。「但如果你把時間花在Instagram上,你的標準將被一種人為的正常感所扭曲。」
社交萎縮
15至29歲歐洲人每週至少與朋友見面一次的比例(歐洲社會調查,金融時報)
芬蘭人口統計學家安娜·羅特基希指出,伴侶間的性功能障礙在更頻繁使用社交媒體的年輕人中更為常見。羅特基希認為,花在社交媒體上的時間(以及數位平台所投射的價值觀和生活方式)使年輕成年人更難投入長期關係。
史丹佛大學的愛麗絲·埃文斯補充說,一種文化在性別角色方面越傳統,智慧型手機對生育率的影響就越大。
數據證實了這一論點:
中東和拉丁美洲在過去十年中生育率下降幅度最大,
而最近一項研究發現,在撒哈拉以南非洲國家,社交媒體活動與較低生育率相關。
在南亞,女性上網受限較多,保持單身的人數也較少。
埃文斯稱之為「文化跨越」,
並補充說「Instagram和TikTok讓全世界的年輕女性得以繞過傳統權威……提高她們對戀愛關係的期望,
而她們的男性同儕往往對此準備不足」。
《金融時報》的研究表明,
男孩和女孩之間的意識形態鴻溝也是智慧型手機時代的現象,
在非大學畢業生群體中尤為顯著。
在這一群體中,女性傾向自由派,而男性則沒有,伴侶關係數量和出生率隨之驟降。
沒有伴侶,沒有藝術
25至34歲美國人處於長期關係中的比例(美國當前人口調查,金融時報)
一種可能的解釋是,社交媒體加劇並鞏固了人們對諸如住房困難或男女經濟狀況變化等趨勢的反應。這使得一個長達數十年的過程被感知為一系列突如其來的浪潮,加劇了經濟擔憂,並製造出一種持續的不安全感和恐懼感,可能起到如同避孕藥般的作用。
關於新技術對戀愛關係和生育率影響的理論,在智慧型手機出現之前就已存在。
2001年,研究人員羅伯特·霍尼克和埃米爾·麥卡納尼發現,
生育率下降與擁有電視的相關性,比與收入或教育程度的相關性更強。
十年後,埃利安娜·拉·費拉拉等人的研究發現,
觀看描繪小家庭的電視劇會促使女性減少生育,
而2018年,阿德里安娜·盧卡斯和尼古拉斯·威爾森則認為,擁有電視會導致夫婦性行為減少。
考慮到智慧型手機的使用比看電視更頻繁、更孤獨,其影響可能更為深遠。
我們時代的挑戰
該如何應對這些深深植根於現代生活方式的趨勢?
政府必須抵制不切實際解決方案的誘惑。
畢竟,我們不可能抹去智慧型手機的發明。正如斯通所說,「如果有人視力有問題,我們不會改變他的基因,而是給他一副眼鏡」。
現今,我們有足夠證據表明,
為年輕夫婦提供負擔得起的住房,會增加他們組建家庭的可能性。
「育兒獎金」激勵夫婦生育,是遏制生育率下降的另一種選擇,但前提是這些獎金必須足夠慷慨。
然而,
政府資源有限,經濟因素並非人口下降的唯一原因,
而且當越來越多的人根本沒有伴侶時,旨在幫助幸福夫婦生育的激勵措施可能意義不大。
總體而言,
生育率下降似乎是一個更廣泛現象的一部分,
這個現象與年輕成年人的孤獨、孤立和生活品質惡化有關。
考慮到其與科技和社交媒體的可能聯繫,
扭轉這一趨勢的最佳方式,
或許是透過文化變革或政府干預,改變我們的數位習慣。
即使暫且不論我們日益減弱的生育意願,
將一個分裂且沮喪的世代重新凝聚在一起,是我們時代的挑戰。◆ as
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Scienza
Numero 1669 del 12 giugno 2026
I veri motivi del crollo demografico
John Burn-Murdoch, Financial Times, Regno Unito
Il tasso di natalità è in forte calo in quasi tutti i paesi, a prescindere dalle differenze economiche e sociali. Ma c’è un fattore che potrebbe spiegare questa tendenza
Una coppia di sposi a Chongqing in Cina, ottobre 2022 (Justin Jin, Panos)
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In più di due terzi dei 195 paesi del mondo, il numero medio di figli partoriti da una donna è sceso al di sotto del “tasso di sostituzione” di 2,1, la soglia che mantiene una popolazione stabile in assenza di immigrazione. In 66 paesi la media è più vicina a uno che a due. In alcuni stati il numero di figli più comune per una donna è zero.
Il ritmo e la portata di questo declino vanno oltre le aspettative. Appena cinque anni fa, le Nazioni Unite prevedevano che nel 2023 i nuovi nati in Corea del Sud sarebbero stati 350mila. Hanno esagerato del 50 per cento: il dato reale è stato 230mila. I paesi a reddito medio e alto combattono contro il calo demografico da più di mezzo secolo, ma il fenomeno ha accelerato nettamente negli ultimi dieci anni.
Nonostante il calo delle nascite derivi da diversi fattori, l’analisi dei dati – dai registri della popolazione alle ricerche su Google – suggerisce che il crollo recente sia legato all’uso che facciamo della tecnologia.
Il fenomeno riguarda tutto il mondo. Fino a poco tempo fa i tassi di natalità molto bassi e in rapido calo erano una preoccupazione soprattutto dei paesi ricchi, ma oggi i paesi in via di sviluppo hanno indici inferiori a quello di stati molto più ricchi. Nel 2023 il tasso di natalità del Messico è sceso per la prima volta sotto quello degli Stati Uniti. In seguito la stessa cosa è successa anche in Brasile, Tunisia, Iran e Sri Lanka. I paesi a reddito medio e basso stanno diventando anziani prima che ricchi.
L’invecchiamento della popolazione riduce la forza lavoro e rallenta la crescita della produttività e del tenore di vita. Lo stallo economico del Giappone dagli anni novanta è dovuto quasi interamente al calo delle nascite, che ha provocato una contrazione del numero di cittadini in età da lavoro. La pressione fiscale causata dall’inevitabile aumento della spesa pubblica per le pensioni e l’assistenza riduce anche gli investimenti nelle infrastrutture, contribuendo a creare un senso di declino che alimenta il populismo.
“Il calo delle nascite è la grande questione del nostro tempo”, sostiene Jesús Fernández-Villaverde, professore di economia dell’università della Pennsylvania ed esperto delle conseguenze dei cambiamenti demografici. Secondo Fernández-Villaverde quasi tutti i problemi delle società moderne derivano dal crollo del tasso di natalità. “Tutto il resto è una conseguenza”.
Non bisogna essere per forza Elon Musk, secondo cui il calo della natalità rappresenta “il più grave rischio per la civiltà”, per rendersi conto che il fenomeno sta aggravando alcuni dei principali problemi sociali ed economici del mondo.
Alcuni sperano che una popolazione più piccola possa aiutare ad affrontare il cambiamento climatico. Ma uno studio recente ha rilevato che nel corso dei prossimi decenni tassi di natalità inferiori avranno al massimo un impatto trascurabile sulle emissioni.
La natalità sta crollando nonostante i desideri delle persone, non a causa di essi. La maggior parte dei giovani dichiara ancora di volere circa due figli, perfino in Corea del Sud, dove la maggioranza delle donne non ne ha nemmeno uno. Piuttosto esiste un “divario di fertilità” tra gli obiettivi e i risultati, dovuto a frizioni e frustrazioni legate soprattutto alla vita moderna, come le case e, sempre più spesso, gli smartphone.
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Nei decenni scorsi il tasso di natalità mondiale scendeva perché le coppie avevano meno figli. Oggi invece la ragione principale è che ci sono meno coppie. Se la percentuale di matrimoni e convivenze negli Stati Uniti fosse rimasta costante nell’ultimo decennio, il tasso di natalità del paese oggi sarebbe più alto rispetto a dieci anni fa.
Uno studio pionieristico condotto dal demografo Stephen Shaw indica che negli Stati Uniti e in gran parte dei paesi ad alto reddito il numero di figli per madre è stabile o addirittura in aumento. Ma la percentuale di donne che decidono di diventare madri è calata sensibilmente negli ultimi 15 anni.
Bambole iperrealistiche in un negozio a Campinas in Brasile, 16 maggio 2025 (Nelson Almeida, Afp/Getty)
Curva a K
Tra gli stereotipi associati spesso a questa tendenza c’è l’idea che molte donne antepongano la carriera ai figli o quella secondo cui diverse coppie scelgono di non avere figli nonostante abbiano le possibilità economiche per farlo.
Ma in molti paesi il declino delle nascite e delle coppie è decisamente più marcato tra le persone meno istruite e con i redditi più bassi. Di contro la percentuale di laureati che decidono di vivere in coppia e avere figli è stabile o addirittura in crescita. La formazione delle famiglie, a quanto pare, ha assunto un andamento a K, più alto per i redditi superiori e più basso per quelli inferiori.
Gli interventi degli stati nei paesi più ricchi non hanno arrestato la tendenza. A partire dagli anni ottanta i paesi sviluppati hanno triplicato la spesa pro capite in termini reali per gli assegni familiari, i servizi per l’infanzia e i congedi, mentre la partecipazione dei padri nella gestione dei figli è cresciuta costantemente. Eppure le nascite sono calate lo stesso, passando da 1,85 figli per donna a 1,53.
Molti scelgono una vita da single e senza figli, ma i dati indicano che il numero di persone che trovano un partner e hanno figli sta calando nonostante le intenzioni. Questa tendenza è particolarmente pronunciata tra i meno abbienti e si accompagna a un senso sempre più profondo di solitudine e frustrazione nei rapporti. In diversi paesi ricchi, tra cui Stati Uniti e Regno Unito, negli ultimi decenni gli alloggi hanno rappresentato un forte ostacolo alla formazione delle famiglie.
Secondo un’analisi del Financial Times, fino a metà del calo delle nascite emerso dagli anni novanta può essere attribuita alla diminuzione delle case di proprietà e all’aumento dei giovani adulti che vivono ancora con i genitori.
In situazioni simili, l’assenza di un alloggio a lungo termine rappresenta una barriera per altri impegni a lungo termine. Ma questo non basta a spiegare il crollo della natalità più recente né la sua portata globale.
Nei paesi nordici, per esempio, le nascite sono diminuite nonostante la stabilità economica e l’aumento del numero di giovani adulti che vivono da soli invece che con i genitori o con dei coinquilini.
Anche quando le coppie possono permettersi un alloggio, tendono sempre di più a separarsi. In molti paesi i giovani che vanno a vivere insieme hanno più probabilità di lasciarsi che di avere un figlio, una netta inversione di tendenza rispetto alla norma storica.
Altri fattori economici non sembrano avere un ruolo decisivo. Il recente declino demografico si è verificato nei paesi colpiti duramente dalla crisi finanziaria globale e in quelli che ne sono usciti indenni, nell’Europa occidentale a crescita lenta come nel Medio Oriente e nel sudest asiatico in rapido sviluppo.
Molti sottolineano la precarietà dei giovani adulti. Ma anche se i loro guadagni raggiungono il picco più tardi rispetto alle generazioni precedenti e la loro solidità economica in generale si è ridotta, sono cambiamenti graduali che non spiegano un declino improvviso.
Un altro possibile fattore è il cambiamento delle posizioni relative tra uomini e donne. Oggi è molto più probabile che una ragazza frequenti l’università rispetto a un ragazzo, e i maschi non istruiti guadagnano spesso meno delle loro controparti femminili, e questo cambia i calcoli nella decisione di mettere su famiglia con qualcuno. Ma anche questi sono cambiamenti lenti, che riguardano certe parti del mondo più di altre.
Destini paralleli
Variazione nel tasso di fecondità totale rispetto a prima della diffusione degli smartphone (UN World Population Prospects, Financial Times)
Declino digitale
Poco convinti dalle spiegazioni puramente economiche, i ricercatori stanno cominciando a puntare il dito contro un nuovo colpevole: i dispositivi e le piattaforme digitali, che hanno un ruolo enorme nella vita dei giovani in tutto il mondo.
Ad aprile Nathan Hudson e Hernan Moscoso-Boedo, dell’università di Cincinnati, hanno pubblicato uno studio in cui hanno analizzato il tasso di natalità alla luce della diffusione della rete 4G nel Regno Unito e negli Stati Uniti.
Il numero di nascite è crollato prima e più rapidamente nelle aree che hanno ottenuto per prime una connessione mobile. Gli autori sostengono che gli smartphone abbiano trasformato il modo in cui i giovani passano il tempo insieme, riducendo le interazioni dal vivo e provocando un forte calo della fertilità.
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Una ricerca del Financial Times ha rilevato la stessa tendenza in altri paesi. Per esempio il tasso di natalità tra gli adolescenti e i giovani adulti in Australia, Stati Uniti e Regno Unito è rimasto stabile all’inizio degli anni duemila, ma poi ha cominciato a calare rapidamente a partire dal 2007. Lo stesso è successo in Francia e Polonia intorno al 2009, e in Messico, Marocco e Indonesia dal 2012. Quello che era stato un declino costante della natalità in Ghana, Nigeria e Senegal è diventato un crollo tra il 2013 e il 2015.
Bye bye baby
Numero medio di figli per donna nei paesi ad alto reddito (Un world population prospects, financial times)
In tutti questi casi il punto di svolta è coinciso con l’adozione di massa degli smartphone nei mercati locali, misurata attraverso le ricerche su Google di applicazioni per cellulari.
In un paese dopo l’altro, le nascite sono crollate dopo l’introduzione degli smartphone, a prescindere da quale fosse la tendenza precedente. Il calo è stato più netto nelle fasce d’età più giovani, il che riflette l’uso degli smartphone.
Secondo Melissa Kearney, che insegna economia all’università di Notre Dame, negli Stati Uniti, “è assolutamente plausibile che l’ambiente digitale moderno abbia avuto profondi effetti sulla società, portando a un declino nei rapporti sentimentali”.
La tesi di Hudson e Moscoso secondo cui le interazioni dal vivo sono un fattore chiave è sostenuta dalle prove raccolte in decine di paesi. In Corea del Sud la socializzazione dal vivo tra i giovani adulti si è dimezzata nell’arco di vent’anni.
“Per incontrare la persona che sposerai devi prima frequentarne molte altre”, sottolinea il demografo Lyman Stone. “Se socializzi meno, ti serve più tempo per trovare un partner. Sempre che tu ci riesca”. “Inoltre se passi molto tempo a socializzare nel mondo reale, le tue aspettative [rispetto a un potenziale partner] saranno legate al mondo reale”, aggiunge Stone. “Se invece passi il tempo su Instagram, i tuoi standard saranno distorti da un senso artificiale della normalità”.
Vita asociale
Europei tra i 15 e i 29 anni che incontrano amici almeno una volta alla settimana, percentuale (European social survey, FINANCIAL TIMES)
La demografa finlandese Anna Rotkirch sottolinea che le disfunzioni sessuali nelle coppie sono più frequenti tra i giovani che usano maggiormente i social media. Secondo Rotkirch il tempo dedicato ai social media (insieme ai valori e allo stile di vita proiettati dalle piattaforme digitali) ha reso più difficile per i giovani adulti impegnarsi in una relazione a lungo termine.
Alice Evans, dell’università di Stanford, aggiunge che più una cultura è tradizionale in termini di ruoli di genere e più è alto l’impatto degli smartphone sul tasso di natalità.
I dati confermano questa tesi: il Medio Oriente e l’America Latina presentano cali della natalità tra i più sostenuti dell’ultimo decennio, e uno studio recente ha riscontrato che nei paesi dell’Africa subsahariana l’attività sui social media è associata a un minore tasso di natalità. In Asia meridionale, dove l’accesso delle donne alla rete è più limitato, il numero di persone che restano single è minore.
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Evans parla di “scavalcamento culturale”, aggiungendo che “Instagram e TikTok permettono alle giovani donne di tutto il mondo di bypassare le autorità tradizionali […] alzando le loro aspettative rispetto ai rapporti sentimentali in un modo a cui le loro controparti maschili spesso non sono preparate”.
La ricerca del Financial Times indica che anche il divario ideologico tra ragazzi e ragazze è un fenomeno dell’era degli smartphone, particolarmente significativo tra i non laureati. In questa fascia le donne si sono spostate a sinistra, mentre gli uomini non lo hanno fatto, e il numero di coppie e di nascite è precipitato.
Senza arte né partner
Statunitensi tra i 25 e i 34 anni impegnati in relazioni a lungo termine, percentuale (Us current population survey, FINANCIAL TIMES)
Una possibile spiegazione è che i social media intensifichino e consolidino la reazione delle persone davanti a tendenze come le difficoltà abitative o i cambiamenti nella condizione economica di uomini e donne. Questo fa in modo che un processo decennale venga percepito come una serie di ondate improvvise, amplificando le preoccupazioni economiche e creando una sensazione persistente di insicurezza e timore che può agire come un profilattico.
Le teorie sull’impatto delle nuove tecnologie sui rapporti sentimentali e la natalità esistevano anche prima degli smartphone. Nel 2001 i ricercatori Robert Hornik e Emile McAnany hanno scoperto che il calo della natalità era correlato più nettamente all’avere una tv che al reddito o al livello d’istruzione.
Dieci anni dopo uno studio di Eliana La Ferrara e altri ha riscontrato che seguire telenovelas che mostravano famiglie ridotte aveva spinto le donne ad avere meno figli, mentre nel 2018 Adrienne Lucas e Nicholas Wilson hanno sostenuto che avere una tv provocava un calo dell’attività sessuale delle coppie.
Considerando che l’uso degli smartphone è più frequente e più solitario rispetto a guardare la tv, gli effetti potrebbero essere molto più sostanziali.
La sfida dei nostri tempi
Cosa si dovrebbe fare per contrastare tendenze così radicate nello stile di vita moderno? I governi devono resistere alla tentazione di soluzioni irrealistiche. Dopo tutto non è possibile cancellare l’invenzione degli smartphone. Come dice Stone, “se qualcuno ha problemi alla vista non cambiamo i suoi geni, gli diamo un paio d’occhiali”.
Oggi abbiamo prove a sufficienza che fornire alloggi accessibili alle giovani coppie aumenta la probabilità che mettano su famiglia. I “bonus bebè” che incentivano le coppie ad avere figli sono un’altra opzione per frenare il declino, ma solo se sono abbastanza generosi.
Le risorse dei governi però sono limitate, i fattori economici non sono l’unica causa del calo demografico e gli incentivi che mirano ad aiutare le coppie felici ad avere figli potrebbero non avere senso quando sempre più persone semplicemente non hanno un partner.
Nel complesso il calo dei tassi di natalità sembra fare parte di un fenomeno più ampio che ha a che fare con la solitudine, l’isolamento e il peggioramento della qualità della vita tra i giovani adulti. Dato il probabile collegamento con la tecnologia e i social media, il miglior modo per invertire la tendenza potrebbe essere cambiare le nostre abitudini digitali, attraverso mutamenti culturali o l’intervento dei governi.
Anche tralasciando la nostra sempre minore propensione ad avere figli, il compito di rimettere insieme una generazione frammentata e frustrata è la sfida dei nostri tempi. ◆ as
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Questo articolo è uscito sul numero 1669 di Internazionale, a pagina 62. Compra questo numero | Abbonati
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